La risposta, subito
In una rete privata fatta bene, quello che carichi non lo vede nessuno.
Non c’è un catalogo da sfogliare, nessun altro professionista può passare in rassegna il tuo portafoglio, e le due parti di un abbinamento restano cieche l’una all’altra finché non firmano entrambe.
Cosa entra nella scheda, e cosa resta fuori
Entrano gli elementi che servono a capire se due cose sono compatibili: zona, tipologia, fascia di prezzo, metratura, caratteristiche, stato.
Restano fuori l’indirizzo, le fotografie riconoscibili e il nome del proprietario.
È una distinzione che sembra formale e non lo è: con i primi si valuta una compatibilità, con i secondi si risale alla casa. Una scheda che contiene i secondi non è una scheda riservata, è un annuncio con meno lettori.
I quattro passaggi, in ordine
1. Carichi. Quello che metti sta in un’area che è tua. Nessuno la sfoglia.
2. Nasce una compatibilità. Vedi che esiste, e vedi su cosa combacia e su cosa no: il prezzo che balla del dieci per cento, la metratura sotto di venti metri. Così sai se vale la tua telefonata prima di spenderla. Non vedi chi c’è dall’altra parte, e l’altra parte non vede te.
3. Si firma in due. Uno firma, all’altro arriva che c’è qualcuno che aspetta, e se firma anche lui i contatti si aprono. Se uno dei due non firma, non succede niente e nessuno dei due saprà mai chi era l’altro.
4. Decidi tu cosa raccontare. Da quel momento sei tu a scegliere cosa condividere e quando, sapendo che chi hai davanti ha firmato lo stesso documento che hai firmato tu.
Cosa c’è scritto nel documento
Due cose, e la seconda conta più della prima.
Riservatezza. Quello che ricevi non lo divulghi, e non lo usi fuori da quella trattativa. Vale anche per chi riceve l’informazione per conto di un cliente.
Non circumvenzione. Non puoi scavalcare: non puoi andare direttamente dal proprietario o dal cliente dell’altro professionista tagliandolo fuori. Questa è la clausola che protegge il lavoro, mentre la prima protegge l’informazione. Un accordo che ha solo la prima lascia scoperta la cosa che agli agenti interessa davvero.
Perché serve una penale, e non basta scriverlo
Perché senza una conseguenza economica la clausola è una dichiarazione di intenti, e una dichiarazione di intenti non cambia il comportamento di chi ha in mente di scavalcare.
La penale funziona soprattutto prima: sposta il calcolo di chi ci sta pensando. Le poche volte in cui serve davvero, serve perché è già scritta.
Il tracciamento, che è l’altra metà
Ogni caricamento resta registrato con data e autore.
Chi ha inserito per primo un immobile o un acquirente l’ha inserito per primo, e non è discutibile. È il modo in cui si risolvono in trenta secondi le discussioni che altrove durano mesi e finiscono con due professionisti che non si parlano più.
Perché una rete è rigida su questo
Perché tutto il resto dipende da una cosa sola.
Quando un agente carica il suo miglior acquirente — una persona che ha coltivato per due anni — lo sta di fatto consegnando a uno sconosciuto. Lo fa soltanto se è ragionevolmente sicuro che dall’altra parte ci sia un professionista che lavora come lui.
Basta una persona sbagliata perché quella fiducia smetta di esistere per tutti. Il giorno in cui qualcuno viene scavalcato, chi ci rimette non è solo lui: sono tutti gli altri che si erano comportati bene.
È per questo che la selezione di chi entra conta quanto il contratto che si firma. Le due cose fanno lo stesso lavoro da due lati diversi.
In Realux l’accordo di riservatezza e non circumvenzione lo firma chiunque entri, prima di vedere qualsiasi cosa.
Dalla tua parte,
Aurelia
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