Domande frequenti.
Cos'è REALUX?
REALUX è una rete privata di agenti immobiliari selezionati, e la piattaforma che la fa funzionare. Ogni agente inserisce nella propria area riservata gli immobili off-market che segue e le richieste dei suoi acquirenti; il sistema li confronta con quelli di tutta la rete e, quando emerge una compatibilità reale, le due parti vengono messe in contatto. Non siamo un portale e non lo diventeremo: non c'è niente di pubblico. Entrando non si sfoglia un catalogo di immobili, perché un catalogo consultabile renderebbe pubblico esattamente ciò che i proprietari non vogliono lo sia. Non siamo nemmeno un'agenzia: non prendiamo incarichi, non facciamo visite, non trattiamo. L'incarico e il cliente restano dell'agente. L'ha fondata Carolina D'Alessandro, agente immobiliare, dopo sette anni nel mercato di pregio fra Londra, Parigi, New York e San Francisco e la gestione di operazioni di lusso sul mercato ligure. La società è Realux S.r.l., italiana, con sede a Genova.
Come funziona?
In sei passaggi. Ci si candida e la candidatura viene valutata: guardiamo zone operative, tipo di immobili, storico delle compravendite e disponibilità a collaborare, perché chi entra deve poter stare davanti alla clientela degli altri. Si firma l'accordo di riservatezza — lo firma anche REALUX, è bilaterale — e si accede all'area riservata. Si caricano immobili e richieste acquirente: a mano, caricando una scheda o un documento che il sistema legge, da un foglio di calcolo, oppure collegando il gestionale che si usa già. Il nostro team verifica ogni immobile e ogni richiesta prima che entrino nel matching. Il sistema incrocia domanda e offerta su cinque dimensioni — località, prezzo, tipologia, metratura e caratteristiche specifiche — e ogni corrispondenza passa da un controllo qualitativo fatto a mano prima di essere mostrata. A entrambi gli agenti viene chiesto il consenso prima di essere messi in contatto. Da lì la trattativa prosegue direttamente fra loro: REALUX non entra nella negoziazione.
Da dove provengono gli acquirenti?
Da tre canali, e nessuno è una lista comprata. Dagli agenti della rete, che portano i clienti che seguono da anni. Dai professionisti che stanno intorno al patrimonio — family office, consulenti finanziari, wealth manager, studi legali, notai — che ci presentano chi sta cercando. E dal lavoro diretto del nostro team sugli investitori internazionali. Per provenienza: la disponibilità immobiliare oggi è prevalentemente italiana, mentre gli acquirenti arrivano da Stati Uniti, Emirati Arabi, Regno Unito, Francia, Spagna, Portogallo, Svizzera e Germania, oltre che dall'Italia. Ogni profilo entra nel matching con budget dichiarato, zona definita e tempistica: senza queste tre cose una richiesta non è confrontabile, e resta fuori. Prima di un'introduzione la controparte viene verificata, così quando due agenti si parlano sanno entrambi che quel passaggio è stato fatto.
I miei dati sono al sicuro?
La riservatezza non è un accessorio: è il prodotto. L'accesso è subordinato alla firma di un accordo di riservatezza sottoscritto anche da REALUX, con clausola di anti-circumvenzione valida ventiquattro mesi e una penale. Quello che carichi non viene pubblicato e non viene mostrato alla rete. Un altro professionista incrocia una tua scheda solo attraverso un abbinamento che riguarda lui, e solo per gli elementi che servono a capire se c'è compatibilità: caratteristiche generali, senza indirizzo, senza fotografie riconoscibili, senza il nome del proprietario o dell'acquirente. I contatti si aprono quando entrambe le parti dicono di sì. La clausola non è una formula: se qualcuno prova a scavalcare l'agente che ha presentato l'immobile, verifichiamo in conservatoria se l'atto è stato trascritto, e chi viola esce dalla rete oltre a pagare la penale. Sul trattamento: titolare è Realux S.r.l., i dati sono ospitati su server nell'Unione Europea, restano tuoi, e puoi modificarli o chiederne la cancellazione in qualsiasi momento.
Il contratto è esclusivo?
No. REALUX non chiede esclusività e non sostituisce il modo di lavorare dell'agente: è uno strumento in più. Puoi continuare a vendere i tuoi immobili come preferisci, con i portali che usi, con le agenzie con cui collabori già e con la tua rete di sempre. Chi ha già un network forte è di solito chi ne ricava di più, e non è un paradosso: quello che una rete personale non copre è la controparte che sta fuori dal proprio giro, e sopra il milione l'acquirente giusto è spesso in un'altra regione o in un altro paese. Non sei obbligato a caricare tutto il portafoglio, e puoi tenere fuori gli immobili che preferisci non condividere. Ti chiediamo solo di comunicare quando un immobile è stato venduto: una scheda che resta attiva dopo il rogito fa perdere tempo a un altro agente della rete.
La trattativa la gestisco io?
Sempre. Quando entrambe le parti confermano l'interesse, i contatti si aprono e la trattativa prosegue direttamente fra i due agenti: REALUX non partecipa, non parla con i tuoi clienti e non si intesta nulla. Ognuno parla con il proprio: chi ha l'incarico gestisce il venditore, chi ha l'acquirente gestisce l'acquirente. Le condizioni economiche della collaborazione si dichiarano quando si carica l'immobile o la richiesta, quindi chi riceve un abbinamento le conosce prima di dire sì — ed è la ragione per cui non nascono discussioni dopo. Nei piani a quota fissa REALUX non trattiene nulla sulle transazioni: la provvigione resta interamente agli agenti, sia sulle tue vendite sia su quelle nate da un abbinamento.
L’identità, la società, il perimetro
Che cos’è Realux
Che cos’è Realux?
Realux è una rete privata di professionisti immobiliari che fa incontrare immobili e acquirenti senza rendere pubblici né gli uni né gli altri. Un agente carica nella propria area riservata gli immobili che segue e le richieste dei suoi acquirenti; il sistema cerca le compatibilità dentro tutta la rete; quando ne trova una, le due parti vengono messe in contatto dopo la firma di un accordo di riservatezza.
Quello che circola prima della firma sono caratteristiche generali: zona, fascia di prezzo, tipologia, tempi. Indirizzo, fotografie riconoscibili e nomi restano fuori finché entrambi gli agenti non decidono di procedere.
Come funziona, in breve?
In cinque passaggi. Uno: l’agente si candida e viene valutato. Due: firma l’accordo di riservatezza e accede all’area riservata. Tre: carica immobili e richieste acquirente, a mano, da un documento o da un foglio di calcolo. Quattro: il sistema confronta le schede di tutta la rete e propone gli abbinamenti compatibili, che vengono verificati da una persona prima di essere mostrati. Cinque: se entrambi gli agenti confermano l’interesse, i contatti si aprono e la trattativa prosegue direttamente fra loro.
Realux resta fuori dalla negoziazione. Le provvigioni restano agli agenti.
Siete un portale immobiliare?
No. Un portale esiste per mostrare un immobile al maggior numero possibile di persone, e il suo valore si misura in visibilità. Qui l’immobile non viene pubblicato da nessuna parte: viene mostrato soltanto a chi ha in mano una richiesta compatibile, una persona alla volta, dopo una firma.
È la ragione per cui su questo sito non esiste un catalogo da sfogliare, e non è una mancanza del sito.
Siete un MLS?
Condividiamo con un MLS l’idea che due agenti chiudano insieme una trattativa che da soli non chiuderebbero. Cambia cosa si condivide: in un MLS le schede sono visibili a tutti gli aderenti, qui nessuno vede il portafoglio di nessun altro. Un altro professionista incrocia una tua scheda solo attraverso un abbinamento che riguarda lui, e solo per gli elementi che servono a capire se c’è compatibilità.
Siete un’agenzia immobiliare?
No. Non prendiamo incarichi di vendita, non facciamo visite, non trattiamo per conto di un venditore o di un acquirente. L’incarico resta all’agente della zona, e il rapporto con il cliente resta suo.
Se stai comprando o vendendo e ci scrivi, quello che facciamo è metterti in contatto con un agente della rete che lavora dove serve a te — oppure far entrare nella rete l’agente che hai già.
Siete un franchising?
No. Chi entra non cambia insegna, non adotta il nostro marchio e non modifica il modo in cui si presenta ai suoi clienti. L’agenzia resta la sua, con il suo nome e i suoi contratti.
A chi serve Realux?
La piattaforma è fatta per agenti e agenzie immobiliari: sono loro che ci lavorano dentro ogni giorno, ed è l’unico utente che paga.
Intorno ci sono altre due figure. Chi compra o vende un immobile, che passa da un agente della rete e non paga nulla a Realux. E i professionisti che incontrano per primi chi sta per vendere o comprare — notai, avvocati, commercialisti, consulenti finanziari, architetti — che possono segnalare un cliente e ricevere una quota della provvigione quando la vendita si conclude.
Chi c’è dietro Realux?
Realux S.r.l., società italiana con sede a Genova, partita IVA 03092720998, iscritta al Registro delle Imprese. È la società con cui si firma, che fattura e che è titolare del trattamento dei dati.
Esiste anche una società statunitense, che si occupa del mercato americano. Questo sito e la piattaforma sono della società italiana.
Chi ha fondato Realux?
Carolina D’Alessandro, CEO e founder. Sette anni nel real estate di pregio fra Londra, Parigi, New York e San Francisco, poi manager in Portofino Immobiliare, dove ha seguito operazioni di lusso sul mercato ligure.
Realux nasce da un problema che ha vissuto da agente: l’acquirente giusto per un immobile sopra il milione quasi mai è nel portafoglio di chi ha l’incarico, e spesso non è nemmeno nella stessa regione.
Quanti siete?
Oltre 500 professionisti nel mondo, più di 300 in Italia. Non solo agenti immobiliari: anche avvocati, commercialisti e consulenti finanziari che seguono clienti con patrimoni immobiliari.
In quali zone operate?
In Italia le aree principali sono Liguria, Lago di Como, Milano, Roma, Toscana, Sardegna, Costiera Amalfitana e Sicilia. Fuori dall’Italia la zona più attiva è la Costa Azzurra.
L’elenco dice dove la rete è più fitta, non dove si ferma: gli acquirenti arrivano da Stati Uniti, Emirati Arabi, Regno Unito, Francia, Spagna, Portogallo e altri mercati, e cercano in tutta Italia. Se lavori in una zona che non è nell’elenco, la domanda utile è quante posizioni sono aperte lì, e te la possiamo dire in call.
Cosa vi rende diversi da chi fa una cosa simile?
Tre cose, in ordine di quanto contano. La prima: non facciamo condivisione a pioggia. Prima si verifica la compatibilità fra una richiesta e un immobile, poi si verificano i due professionisti, e solo dopo si condivide qualcosa. La seconda: la selezione all’ingresso, che è il motivo per cui la rete ha un valore per chi ci sta dentro. La terza: ogni abbinamento passa da una persona prima di essere mostrato.
Chi è Aurelia?
Aurelia è l’assistente della piattaforma: un sistema di intelligenza artificiale, che si presenta come tale all’inizio di ogni conversazione. Risponde alle domande sul funzionamento, compila le schede degli immobili se le descrivi a voce o le carichi come documento, e aiuta a capire perché un abbinamento è stato proposto.
Non parla con i tuoi clienti al posto tuo, e non decide nulla: le introduzioni le approva una persona.
Che cos’è, perché esiste, come funziona davvero
L’off-market, spiegato
Cosa significa off-market?
Off-market è un immobile in vendita che non viene pubblicato: nessun annuncio sui portali, nessun cartello, nessuna campagna. Esiste un prezzo, esiste un proprietario disposto a vendere, esiste un agente che lo segue. Manca solo la parte pubblica. In inglese lo stesso immobile si chiama pocket listing: una proprietà che l’agente tiene «in tasca» e mostra a mano.
Va distinto da tre cose che gli somigliano. Un immobile fuori mercato nel senso di non più in vendita. Un annuncio con scritto «trattativa riservata», che è pubblicato a tutti gli effetti e nasconde solo il prezzo. E una scheda senza mandato che gira fra intermediari: quella non è un’opportunità riservata, è un immobile di cui nessuno risponde.
Quando ha senso
- Il proprietario ha una ragione concreta per non farlo sapere: lavoro, famiglia, soci, inquilini.
- L’immobile è riconoscibile e l’annuncio equivarrebbe a dire il nome di chi ci abita.
- Il prezzo è alto e il proprietario non ha fretta: un annuncio fermo per mesi indebolisce la trattativa.
- L’immobile è già stato pubblicato senza vendersi e va tolto dalla circolazione prima di ripartire.
Quando non ha senso
- L’immobile è nella fascia in cui gli acquirenti si trovano cercando: taglio standard, città, prezzo di mercato.
- Il proprietario non ha nulla da proteggere e vuole la massima concorrenza fra offerte.
- L’agente non ha una rete di acquirenti reale: senza controparti, off-market vuol dire soltanto invisibile.
Realux è il canale su cui un immobile riservato viene confrontato con le richieste degli acquirenti seguiti dagli altri agenti della rete, senza essere pubblicato da nessuna parte.
Perché un proprietario sceglie di non pubblicare?
I motivi ricorrenti sono quattro. Perché non vuole che dipendenti, vicini, soci o famiglia sappiano che sta vendendo. Perché l’immobile è riconoscibile e l’annuncio equivale a dire il nome del proprietario. Perché vende solo al prezzo giusto e non ha fretta, quindi un annuncio che resta online per mesi gli toglie forza in trattativa. Perché ha già provato a pubblicare, non ha venduto, e l’immobile è diventato «quello che nessuno vuole».
Quanto è grande il mercato off-market?
Più di quanto sembri, e per definizione non si misura con esattezza: quello che non viene pubblicato non lascia traccia in nessun archivio pubblico. Sopra una certa cifra una parte rilevante delle operazioni passa direttamente fra agenti, costruttori, investitori, advisor e professionisti già posizionati, e arriva al rogito senza essere mai stata su un portale.
Che differenza c’è fra off-market e incarico in esclusiva?
Sono due cose che si incrociano. L’esclusiva riguarda a chi il proprietario affida la vendita: un agente solo, con un mandato scritto. L’off-market riguarda come si vende: senza pubblicazione.
Si può avere un’esclusiva e pubblicare, e si può vendere off-market senza esclusiva. Le operazioni riservate che funzionano meglio hanno tutte e due le cose: un solo interlocutore che risponde del prezzo e delle informazioni, e nessun annuncio in giro.
Come si riconosce un finto off-market?
Da tre segnali. Nessuno sa dire chi ha il mandato, e la catena di chi l’ha passato a chi si perde dopo due passaggi. La scheda gira da mesi e la ricevi da persone diverse nella stessa settimana. Il prezzo non ha un riferimento: né una perizia, né un confronto, né una ragione.
Un’opportunità riservata vera ha un responsabile con nome e cognome, una data, e un documento che la lega al proprietario.
Gli immobili off-market costano meno?
Non per il fatto in sé di non essere pubblicati. Il prezzo di un immobile riservato nasce dagli stessi comparabili di uno pubblicato: quello che cambia è chi lo vede e quando, non quanto vale.
Lo sconto, quando c’è, viene da altro: un proprietario che ha bisogno di tempi certi, una successione da chiudere, un immobile che nessuno ha ancora valutato con attenzione, o una trattativa senza altri quattro acquirenti che rilanciano nella stessa settimana.
Rischi e limiti
- Meno confronto pubblico vuol dire anche meno riferimenti per capire se il prezzo è giusto: i comparabili vanno chiesti e verificati.
- Chi ti promette «occasioni off-market sotto mercato» ti sta descrivendo immobili che non si vendono, non opportunità riservate.
Il vantaggio reale che la rete dà a chi compra è arrivare prima e trattare da solo, non pagare meno.
Quali rischi ha vendere senza pubblicare?
Il rischio principale è il numero: meno persone vedono l’immobile, meno offerte arrivano, e con poche offerte si vende a quella che c’è invece che alla migliore. Si compensa in un modo solo, portando l’immobile a chi lo sta cercando davvero invece che a chi capita.
Il secondo rischio è il tempo: senza un canale che lavori, un immobile riservato può restare fermo per anni senza che nessuno se ne accorga, perché non c’è un annuncio a ricordarlo.
Quando conviene pubblicare, invece?
Quando l’immobile è nella fascia in cui gli acquirenti si trovano cercando — appartamenti in città, tagli standard, prezzi di mercato — e quando il proprietario non ha nulla da proteggere. Lì la visibilità lavora a favore e il portale fa il suo mestiere.
La scelta fra i due canali si fa sull’immobile, non per principio.
Chi decide a chi si mostra un immobile riservato?
L’agente che ha l’incarico, sempre, e su questo non deleghiamo nulla. Il sistema gli dice quali richieste della rete sono compatibili e perché; se aprire i dati verso una di quelle richieste lo decide lui, e lo stesso vale per l’agente che ha l’acquirente.
Quando si firma un NDA immobiliare perché serva a qualcosa?
Prima che l’altra parte veda qualcosa. Un accordo di riservatezza firmato dopo che la scheda è già uscita protegge in un’eventuale causa fra due anni, quando la notizia ha già girato: a quel punto serve a chiedere i danni, non a proteggere l’immobile.
L’ordine che funziona è: si dice che esiste una proprietà con certe caratteristiche, senza indirizzo e senza fotografie riconoscibili; chi si dichiara interessato firma; solo dopo riceve la scheda completa.
Come si fa
- Identificare l’immobile in modo riconoscibile fra le parti senza nominarlo per esteso (un codice, una descrizione tecnica).
- Vincolare anche chi riceve per conto di un cliente: senza questa riga, l’obbligo si ferma all’intermediario.
- Fissare una durata che vada oltre la trattativa: ventiquattro mesi è lo standard che usiamo, perché una violazione si scopre quasi sempre dopo.
- Aggiungere la clausola di anti-aggiramento (NCND): chi conosce l’immobile attraverso di te non tratta direttamente con il proprietario.
- Prevedere una penale determinata: un accordo senza conseguenze economiche non viene preso sul serio.
Rischi e limiti
- Un NDA non impedisce fisicamente la fuga di notizie: riduce la probabilità e dà uno strumento dopo. La protezione vera è dare poche informazioni per volta.
- Una penale sproporzionata può essere ridotta dal giudice; una assente lascia solo il danno da provare.
- Far firmare a tutti un modulo generico e poi mandare tutto a tutti annulla il senso del documento.
In piattaforma l’accordo si firma prima che i dati si aprano, lo firma anche Realux, e la clausola di anti-circumvenzione vale ventiquattro mesi con una penale.
Perché si chiede la proof of funds, e cosa si manda?
Perché in una vendita riservata ogni visita costa credibilità al proprietario, e davanti a lui non si portano persone che non possono comprare. La prova dei fondi è il modo standard di verificarlo prima della visita, non dopo la proposta.
Vale, in ordine di solidità: un estratto conto recente, una lettera della banca, una delibera di mutuo, l’attestazione di un fiduciario o di un gestore patrimoniale. Il documento deve essere recente, intestato a chi compra, e riportare un importo coerente con la proprietà.
Come si fa
- Si chiede dopo che l’acquirente ha visto la scheda anonima e ha dichiarato un interesse reale, non al primo contatto.
- Si accetta il documento con i dati non necessari oscurati: numero di conto, movimenti, altre voci di patrimonio.
- Si verifica intestatario, data, importo e istituto. Nient’altro serve.
- Si conserva in un canale riservato e si cancella quando la trattativa si chiude: è un dato personale a tutti gli effetti.
Rischi e limiti
- Chiederla troppo presto fa perdere acquirenti veri, che si sentono trattati con sospetto prima ancora di sapere di cosa si parla.
- Accettare screenshot senza intestazione o documenti vecchi di mesi equivale a non chiederla.
- Farla girare via email a più persone è il modo più comune di trasformare una verifica in un problema di privacy.
La verifica della controparte avviene prima dell’introduzione: quando due agenti si parlano, ciascuno sa che l’altro ha già fatto questo passaggio.
Quanto dura una vendita off-market?
Dipende da quanto è preciso l’acquirente, più che dall’immobile. Quando la controparte esiste già ed è qualificata, i tempi si accorciano: si salta la fase in cui si raccolgono richieste generiche e si filtrano. Quando invece l’immobile va proposto a chi non lo sta cercando, il lavoro è di mesi, e passa dal rapporto che l’agente della zona ha con i proprietari.
L’off-market ha senso solo per i trophy asset?
La riservatezza serve anche a un immobile che non finisce sui giornali. Serve a non far perdere valore a una casa per sovraesposizione, a non far sapere a un’azienda che il titolare sta vendendo, a non far arrivare la notizia di una successione prima che la famiglia abbia deciso.
La soglia che usiamo è il milione di euro, con eccezioni per immobili fuori dall’ordinario.
Vendere off-market è regolare?
Sì. Un immobile può essere venduto senza essere pubblicizzato: la pubblicità è uno strumento, non un obbligo. Restano identici tutti gli adempimenti — mandato scritto, obblighi informativi, conformità urbanistica e catastale, antiriciclaggio, provvigione dovuta a chi ha l’incarico.
Chi entra nella rete è iscritto al ruolo di agente d’affari in mediazione, e la candidatura viene verificata prima dell’ammissione.
Cosa ottieni, cosa cambia nel lavoro di tutti i giorni
Se sei un agente
Cosa ottengo esattamente?
Quattro cose. Acquisisci meglio, perché arrivi all’incarico con la strategia già pronta invece che con «lo metto in lista»: dati sulla zona, report da lasciare al proprietario, brochure con il tuo marchio. Vendi meglio, perché accedi agli acquirenti internazionali seguiti da tutta la rete invece che ai soli tuoi. Diventi il riferimento della tua zona, con formazione, modulistica multilingua e materiali. Collabori con agenti selezionati, con le condizioni economiche dichiarate prima dell’introduzione.
Cosa mi date che non ho già?
Le richieste degli acquirenti di tutti gli altri agenti della rete, che è la parte che nessun portafoglio personale copre. Poi il metodo di acquisizione, la modulistica multilingua, i report da portare in appuntamento dal venditore, e l’analisi sugli immobili che vuoi prendere in carico.
Ho già il mio portafoglio di clienti.
È il tuo valore e non ti chiediamo di sostituirlo. Il punto è che il portafoglio di un singolo agente non basta mai sopra il milione: l’acquirente giusto per quella villa è spesso in un’altra regione o in un altro paese, e non c’è relazione personale che ce lo porti.
E se entro e non succede niente?
È la domanda giusta ed è una nostra responsabilità. Per questo il primo passo è caricare i tuoi immobili e le tue richieste e vedere subito cosa c’è di compatibile. Se dopo trenta giorni non hai ricevuto nessun abbinamento, è un problema nostro e ti chiamiamo noi.
Come faccio a fidarmi che non mi rubate i clienti?
C’è un accordo con clausola di anti-circumvenzione, valida ventiquattro mesi, e ci sono penali. Ogni caricamento è tracciato con data e autore, e i contatti si aprono solo quando entrambi gli agenti dicono di sì.
La risposta vera però è un’altra: il modello funziona solo se gli agenti si fidano. Il giorno in cui uno viene scavalcato, la rete smette di avere senso per tutti gli altri, e non c’è abbonamento che tenga.
Quanto tempo mi porta via?
Il grosso è all’inizio, quando si carica il portafoglio: a mano, da un documento, da un foglio di calcolo o collegando il gestionale. Dopo è una scheda nuova quando prendi un incarico o parli con un acquirente nuovo, e gli abbinamenti che arrivano.
Nella mia zona non avete nessuno: serve lo stesso?
Serve a capire cosa c’è di compatibile per i tuoi immobili fuori dalla tua zona, che è il caso più frequente sopra il milione: gli acquirenti arrivano da altre regioni e da altri paesi. Quello che si può dire prima di entrare è quante richieste compatibili con la tua zona esistono oggi nella rete, e te lo diciamo in call.
Come si acquisiscono incarichi su immobili di pregio?
Arrivando dal proprietario con una risposta invece che con una richiesta. Un incarico sopra il milione si vince mostrando tre cose: cosa si è venduto in quella zona negli ultimi anni e a quanto, chi è l’acquirente probabile per quel preciso immobile e da dove arriva, e con quale canale lo si raggiunge senza esporre la proprietà.
La differenza fra chi prende l’esclusiva e chi no quasi mai è la provvigione: è che uno porta un metodo scritto e l’altro porta una promessa.
Come si fa
- Prepara i dati della zona: transazioni comparabili, tempi di vendita, chi ha comprato e da dove veniva.
- Costruisci il profilo dell’acquirente probabile per quell’immobile, e verifica se nella tua rete esiste già.
- Porta in appuntamento un documento, non un discorso: analisi, strategia di canale, bozza di presentazione.
- Chiedi l’esclusiva spiegando cosa ti permette di fare che senza non potresti: controllare prezzo e informazioni, e collaborare con altri agenti senza che l’immobile giri scomposto.
- Fissa da subito cosa riferirai e ogni quanto: è la parte che fa rinnovare gli incarichi.
Rischi e limiti
- Promettere acquirenti che non hai: si verifica in una telefonata e brucia la relazione.
- Prendere incarichi a prezzo fuori mercato per non dire di no: occupano mesi e finiscono per bruciare l’immobile.
L’analisi della zona, il profilo dell’acquirente probabile e la brochure con il tuo marchio si producono in piattaforma prima dell’appuntamento.
Cos’è il farming immobiliare e come si fa?
Farming vuol dire presidiare una zona precisa — poche vie, un borgo, una fascia di lago — finché in quella zona sei il primo nome a cui si pensa quando si vende. Si costruisce con costanza: conoscere i proprietari, sapere cosa è passato di mano e a quanto, esserci prima che la decisione di vendere sia presa.
Sopra il milione il farming funziona meglio che altrove, perché il numero di proprietà è piccolo e le relazioni contano più della pubblicità.
Come si risale ai proprietari degli immobili di una zona?
Dalle fonti pubbliche e dalle relazioni, nell’ordine. La visura catastale per immobile dice l’intestatario; la conservatoria dice le trascrizioni; da lì si arriva al recapito con il lavoro che fanno tutti gli agenti bravi di zona: professionisti, amministratori, portieri, vicini.
Quello che cambia il risultato è cosa dici quando arrivi. Un contatto che propone «lo metto in lista» non ottiene niente; uno che porta un acquirente reale e una stima motivata ottiene l’appuntamento.
Cosa si scrive a un proprietario che non ha messo in vendita?
Tre righe, con dentro un fatto. Chi sei e perché scrivi a lui e non a mille persone, cosa hai davvero — un acquirente che cerca in quella via, con un budget e dei tempi — e una domanda che si può rispondere con un sì o un no.
Quello che fa saltare il messaggio è la promessa generica. «Ho molti clienti interessati» non si può verificare; «seguo una famiglia che cerca una proprietà con approdo fra Santa Margherita e Portofino, entro giugno» sì.
Quali strumenti servono a un agente che lavora sopra il milione?
Quattro, e sono sempre gli stessi. Un posto dove stanno gli immobili e le richieste dei clienti, aggiornato. I documenti — riservatezza, incarico, collaborazione — pronti e già scritti bene. I materiali di presentazione in più lingue. E un canale di controparti fuori dalla propria zona.
La piattaforma copre questi quattro punti; quello che resta all’agente è il rapporto con il cliente.
Avete i modelli dei documenti — riservatezza, incarico, collaborazione?
Sì: accordo di riservatezza con clausola di anti-circumvenzione, accordo di collaborazione fra agenti, accordo di segnalazione, e la modulistica per la presentazione degli immobili, in italiano e in inglese.
Sono documenti che usiamo noi per primi, quindi vengono aggiornati quando cambia qualcosa. Restano modelli: per un caso particolare il tuo legale resta il riferimento.
I portali di lusso servono ancora?
Servono per farsi trovare da chi cerca guardando, e per gli immobili che possono essere pubblicati. Il loro limite è strutturale: mostrano la stessa cosa a chiunque, quindi non funzionano per le proprietà che il proprietario non vuole in circolazione, e non raggiungono chi non sta cercando ma comprerebbe.
La domanda pratica è come dividere il budget fra i due canali, e dipende da quanto del tuo portafoglio è pubblicabile.
Candidatura, selezione, primi passi
Entrare nella rete
Come si entra?
Si parte da una candidatura. Poi c’è una valutazione e una call in cui capiamo come lavori: se ti serve più supporto per acquisire immobili da proporre ai tuoi clienti, o per trovare acquirenti per quelli che hai già. Da lì si attivano i servizi che servono a te.
Non tutte le candidature vengono accettate.
Cosa valutate di una candidatura?
Cinque cose: l’esperienza sugli immobili di pregio, come tratti venditori e acquirenti, la conoscenza reale della zona, la disponibilità a collaborare con altri professionisti, e se hai intenzione di investire sulla tua crescita.
Guardiamo anche zone operative, tipologia di immobili, posizionamento e storico delle compravendite.
Perché non accettate tutti?
Perché chi è dentro deve poter stare davanti a persone abituate a trattare con marchi di un certo livello, e perché il valore della rete è esattamente la fiducia che gli agenti hanno gli uni negli altri. Se entrasse chiunque, quel valore sparirebbe in un mese, e il primo a perderci sarebbe chi è entrato per primo.
Accettate agenti dei grandi marchi e dei franchising?
Le reti mass-market no. Un agente che lavora dentro un grande marchio internazionale può entrare, se il modo in cui lavora corrisponde ai criteri di selezione.
Cosa succede se la candidatura non viene accettata?
Te lo diciamo, con il motivo. Non è definitivo: se cambia il portafoglio o il modo di lavorare, se ne riparla.
Sono un’agenzia piccola, ha senso lo stesso?
Sì, e spesso ha più senso. Un agente indipendente conosce personalmente i suoi clienti, conosce il territorio e ha costruito relazioni per anni. Quello che gli manca è l’infrastruttura intorno: i dati, la modulistica, i materiali, le controparti fuori zona. È la parte che diamo noi.
Non sono un agente immobiliare: posso entrare?
La piattaforma è per agenti e agenzie. Con advisor, family office, consulenti, avvocati e altri professionisti che seguono investitori o patrimoni immobiliari collaboriamo con strutture diverse, che non passano dall’abbonamento alla piattaforma.
Se invece stai comprando o vendendo, il percorso è un altro: ti mettiamo in contatto con un agente della rete, oppure facciamo entrare il tuo.
Quanto tempo passa dalla candidatura all’accesso?
Dipende da quanto rapidamente riusciamo a fare la call e dalle verifiche. La parte lunga è quasi sempre trovare mezz’ora nell’agenda: le verifiche le facciamo prima, sul sito, sul portafoglio e sullo storico.
Posso provare prima di entrare?
Quello che possiamo fare subito è mostrarti la demo della piattaforma e dirti cosa c’è già nella rete per la tua zona — quante posizioni sono aperte, che tipo di controparti circolano, come si costruisce un abbinamento e su quali ragioni.
Un accesso di prova alla rete vera no: dentro ci sono i clienti di altri professionisti, e si entra dopo la selezione e la firma.
Cosa succede nei primi giorni?
Si carica il portafoglio — immobili e richieste acquirente — e si guarda subito cosa c’è di compatibile nella rete. È il passaggio che decide tutto il resto: il matching lavora su quello che c’è dentro, quindi finché il tuo portafoglio non è caricato non può succedere granché.
Chi non carica nulla nei primi quattordici giorni e chi non riceve abbinamenti entro trenta viene richiamato da noi: sono i due segnali che qualcosa non sta funzionando.
Il matching, la verifica umana, i tempi
Come nasce un abbinamento
Come nasce un match, e su quali criteri?
Carichi i tuoi immobili e le richieste dei tuoi acquirenti. Il sistema confronta ogni coppia possibile dentro la rete e calcola quanto sono compatibili: la zona pesa più di tutto, poi il prezzo, la tipologia, la dimensione e le caratteristiche che l’acquirente ha dichiarato di volere o di escludere. Sopra a questo c’è una stima di quanto quella trattativa sia realmente possibile — tempi dichiarati, disponibilità verificata, coerenza fra quello che l’acquirente dice e quello che sta guardando.
Gli abbinamenti sopra la soglia arrivano subito; gli altri passano da una verifica manuale prima di essere mostrati o scartati.
Come si fa
- Completa le schede: località precisa, superficie, camere, condizione. Una scheda con solo prezzo e comune viene confrontata su due elementi.
- Dichiara le condizioni di collaborazione: chi riceve l’abbinamento le vede prima di rispondere.
- Quando arriva un abbinamento vedi le ragioni e le caratteristiche generali della controparte, con i dati identificativi oscurati.
- Firmi l’accordo di riservatezza, lo firma l’altra parte, i contatti si aprono.
- La trattativa prosegue fra i due agenti. Realux non entra.
Rischi e limiti
- Un punteggio alto non è una trattativa: è una compatibilità da verificare con una persona.
- Troppi abbinamenti generici fanno più danni di nessun abbinamento, perché insegnano a non aprirli. Per questo la soglia è alta.
Ogni abbinamento viene validato a mano prima di essere mostrato, e nessun contatto si apre senza che entrambi gli agenti dicano di sì.
Su cosa si basa la compatibilità?
Sulla zona — che pesa più di tutto il resto — poi sul prezzo, sulla tipologia, sulla dimensione e sulle caratteristiche specifiche che l’acquirente ha dichiarato di volere o di escludere. Sopra a questo c’è una stima di quanto quella trattativa sia realmente possibile: tempi dichiarati, disponibilità dei fondi, coerenza fra quello che l’acquirente dice di cercare e quello che sta guardando.
Più una scheda è completa, più elementi il sistema ha per confrontarla. Una scheda con solo prezzo e comune viene confrontata su due cose sole, e il punteggio ne risente.
Gli abbinamenti li controlla qualcuno?
Sì. Ogni abbinamento viene validato a mano prima di essere mostrato. Il sistema mette in ordine di compatibilità, e quell’ordine è un suggerimento: nessuna introduzione, nessuna condivisione e nessun contatto avviene senza che una persona la approvi.
Se vuoi sapere perché ti è stato proposto un certo abbinamento, puoi chiedercelo e te lo spieghiamo.
Quanto ci mette ad arrivare il primo abbinamento?
Dipende dal portafoglio che carichi. L’obiettivo è entro ventiquattro ore dal caricamento, se nella rete c’è già qualcosa di compatibile. Se non c’è, la scheda resta attiva e viene confrontata con tutto quello che entra dopo.
Cosa vedo quando arriva un abbinamento?
Vedi che esiste e perché: le ragioni per cui il sistema lo ha considerato compatibile, e le caratteristiche generali della controparte. I dati che identificano l’immobile o la persona sono oscurati.
Come si aprono i contatti?
Firmi l’accordo di riservatezza, l’altra parte fa lo stesso, e a quel punto ricevete entrambi il profilo completo dell’altro e potete parlarvi direttamente. Da lì in avanti la trattativa è vostra.
Perché il mio immobile non genera abbinamenti?
Nella maggior parte dei casi perché alla scheda manca qualcosa su cui confrontarla: la località precisa più di tutto, poi superficie, numero di camere, condizione. Con solo prezzo e comune il sistema ha poco da fare.
Se la scheda è completa e comunque non succede nulla, vuol dire che quella controparte nella rete oggi non c’è. Scrivici: si guarda quel caso specifico invece di ragionare in generale.
E se un abbinamento è palesemente sbagliato?
Segnalalo. Ci serve sapere cosa è arrivato e cosa ti aspettavi, perché è il modo in cui si corregge: un abbinamento sbagliato è quasi sempre un dato letto male in una scheda, e si sistema.
L’algoritmo decide da solo a chi vanno i miei dati?
No. Il sistema confronta e mette in ordine. La decisione di aprire un contatto la prende una persona, e la presa in carico di una segnalazione o di un’introduzione passa sempre da un’approvazione.
Quanti abbinamenti posso aspettarmi?
Non promettiamo un numero, e diffida di chi lo fa. L’obiettivo dichiarato è il contrario del volume: pochi abbinamenti con una possibilità reale di trattativa, invece di molti generici che fanno perdere tempo a tutti e due gli agenti.
E se lo stesso acquirente è stato inserito da due agenzie?
Succede, perché non chiediamo esclusiva. Chiediamo il nominativo dell’acquirente e alcune informazioni identificative, che non vengono condivise con gli altri utenti e servono proprio a riconoscere le sovrapposizioni.
Il criterio è: se esiste un mandato, ha la priorità; altrimenti conta chi ha inserito per primo, o eventuali accordi già presi fra le parti. Quando la sovrapposizione diventa rilevante per una trattativa, se ne occupa il team con i professionisti coinvolti.
E se un altro agente carica lo stesso immobile che seguo io?
Vale lo stesso criterio: mandato, poi data di caricamento. Ogni caricamento è tracciato con data e autore, e il tuo portafoglio resta tuo — vedi solo le tue schede e solo gli abbinamenti generati per te, e nessun altro vede cosa hai inserito.
Chi vede cosa, cosa si firma, che fine fanno i dati
Riservatezza, accordi e dati
Chi vede quello che carico?
Quello che inserisci non viene pubblicato da nessuna parte e non viene mostrato alla rete. Un altro professionista incrocia una tua scheda solo attraverso un abbinamento che riguarda lui, e solo per gli elementi che servono a capire se c’è compatibilità: caratteristiche generali, senza indirizzo, senza fotografie riconoscibili, senza il nome del proprietario o dell’acquirente.
I contatti si scambiano quando entrambe le parti decidono di procedere.
Cosa si firma, esattamente?
Un accordo di riservatezza, che firma anche Realux, e il contratto di servizio. L’accordo di riservatezza contiene la clausola di anti-circumvenzione e le penali: è il documento che rende esigibile il tuo lavoro se qualcuno prova a scavalcarti.
La firma avviene in piattaforma, con firma elettronica.
Cosa vuol dire anti-circumvenzione?
Che chi conosce un immobile, un proprietario o un acquirente attraverso la rete non può trattare direttamente con quella persona tagliando fuori chi glielo ha presentato. Vale ventiquattro mesi, ed è accompagnata da una penale e dall’uscita dalla rete.
La risposta vera però è un’altra: il modello funziona solo se gli agenti si fidano. Il giorno in cui uno viene scavalcato, la rete smette di avere senso per tutti gli altri.
I miei dati finiscono in un sistema che non controllo?
I dati restano tuoi. Puoi modificarli o rimuoverli, e nulla viene condiviso senza una firma di entrambe le parti. I documenti che carichi servono a far funzionare la piattaforma per te: non vengono ceduti a terzi per finalità loro.
Chi è il titolare del trattamento dei dati?
Realux S.r.l., con sede a Genova. I dati sono ospitati su server nell’Unione Europea. La descrizione completa — finalità, basi giuridiche, tempi di conservazione, diritti — è nell’informativa privacy del sito.
Per quanto tempo tenete i dati?
Dipende dal dato. Un contatto che non diventa cliente lo teniamo ventiquattro mesi dall’ultima volta che ci siamo sentiti. Contratti e fatture dieci anni, perché lo impone la legge. Le conversazioni con Aurelia, ventiquattro mesi.
La tabella completa è nell’informativa privacy, e la cancellazione si può chiedere in qualsiasi momento scrivendo a info@realux.it.
Da dove avete preso i miei dati, se non ve li ho lasciati io?
Dal sito della tua agenzia, da un albo o registro professionale, da un portale di settore, oppure da chi ti ha segnalato. Hai diritto di sapere la fonte precisa e non la categoria: scrivi a info@realux.it e ti rispondiamo entro un mese dicendoti esattamente quale.
Non voglio più essere contattato.
Scrivi a info@realux.it, oppure usa il link in fondo a qualunque nostra email. Non chiediamo spiegazioni, e vale su tutti i nostri indirizzi, non solo su quello da cui ti è arrivato il messaggio. Il tuo recapito resta soltanto in una lista di esclusione, che serve a non ricontattarti per sbaglio.
Posso caricare i dati dei miei clienti?
Sì, ed è il senso della piattaforma: le richieste dei tuoi acquirenti sono il tuo portafoglio. Sei tu a dover avere una base per trattarli, come per qualunque altro strumento che usi, e nel contratto è scritto come ce li affidi e cosa possiamo farne.
Il nome dell’acquirente serve a riconoscere le sovrapposizioni, non a essere mostrato: non viene condiviso con gli altri utenti.
Come proteggete i dati da fughe verso terzi?
Con tre cose che lavorano insieme: accessi riservati e nominativi, accordi di riservatezza firmati da tutti, e il fatto che i dati sensibili semplicemente non circolano prima di una firma. Un immobile che nessuno vede è un immobile che nessuno può far uscire.
Durata, esclusiva, chi paga cosa
Contratto, costi e pagamenti
Quanto costa?
Dipende da come lavorate e da cosa vi serve. Non è un prodotto uguale per tutti e non c’è un listino da sfogliare: se ne parla in call, dopo aver capito cosa ha senso proporvi.
Quello che si può dire qui senza vederci: le formule sono annuali, il pagamento è anticipato in un’unica soluzione, e si può passare a una formula superiore in qualsiasi momento.
Perché il prezzo non è scritto sul sito?
Perché la stessa cifra è ragionevole per un’agenzia con venti incarichi sopra il milione e assurda per chi ne ha due, e un numero fuori contesto fa decidere sulla cifra invece che su cosa serve. In call si guarda il portafoglio, si guarda la zona, e si dice quale formula ha senso.
Come si paga?
Solo bonifico bancario, a Realux S.r.l. Nessuna carta, nessun addebito automatico. Il pagamento è anticipato e in un’unica soluzione, e il servizio parte quando l’accredito è verificato.
Si può pagare a rate?
No, non sono previste rateazioni. Se il budget è un tema, la strada è partire dalla formula più leggera e salire quando ha senso: il passaggio a un piano superiore si può chiedere in qualsiasi momento.
Il venditore o l’acquirente pagano qualcosa?
No. Non paga il venditore, non paga l’acquirente. L’unico cliente pagante è l’agente.
Chi compra o vende paga la provvigione al proprio agente a operazione conclusa, come in qualsiasi compravendita.
Trattenete una percentuale sulle vendite?
Nelle formule a quota fissa no: Realux non incassa nulla sulle transazioni, né sulle tue vendite né su quelle nate da un abbinamento, e la provvigione resta interamente agli agenti.
Esiste una formula pensata per chi preferisce un investimento iniziale più contenuto, dove in cambio è prevista una fee sulle operazioni concluse. Quale delle due convenga dipende da quanto lavori con la rete, e si vede insieme in call.
Quanto dura il contratto?
Dodici mesi, senza rinnovo tacito. Alla scadenza decidi tu, con i numeri dell’anno davanti.
Il contratto è esclusivo?
No. Realux non chiede esclusività e non sostituisce il modo di lavorare dell’agente: è uno strumento in più. Puoi continuare a vendere i tuoi immobili come preferisci, con i canali che usi già.
Chiediamo solo di comunicare quando un immobile è stato venduto, perché una scheda che resta attiva dopo il rogito fa perdere tempo a un altro agente della rete.
Esiste un’esclusiva di zona?
Esiste una formula riservata a chi rappresenta Realux in esclusiva su una determinata zona, e in quel caso l’area è affidata a un solo agente. Non ti diciamo i nomi degli altri agenti di una zona, come non diremmo a loro il tuo: ti diciamo quante posizioni sono aperte e se la priorità di zona è già assegnata.
Cosa succede se poi non la uso?
Ce ne accorgiamo e ti chiamiamo. Chi non carica nulla nei primi quattordici giorni e chi non riceve abbinamenti entro trenta viene ricontattato: sono i due segnali che dicono che qualcosa non sta funzionando, e di solito si risolvono sistemando il portafoglio.
Mi garantite dei clienti?
No, e diffida di chi te lo garantisce. Ti garantiamo l’accesso alle richieste reali della rete, gli strumenti e il metodo per acquisire. Quanto chiudi dipende da come lavori.
Perché dovrei pagare per qualcosa che non garantisce risultati?
Per la stessa ragione per cui si investe sui portali senza che garantiscano una vendita. Cambia dove finisce l’investimento: lì si compra visibilità verso chiunque, qui si compra accesso a domanda già qualificata e a controparti verificate.
La domanda che conta è quante trattative si perdono ogni anno perché la controparte giusta era in un’altra regione.
Dove vedo abbonamento e fatture?
Nella sezione Profilo della piattaforma trovi la formula, la scadenza e i dati di fatturazione. Per un cambio di piano, o se qualcosa non torna, il riferimento è info@realux.it.
Provvigioni, ruoli, chi parla con chi
Collaborare con un altro agente
Devo dividere la provvigione?
Sugli abbinamenti della rete sì, ed è il modo in cui si vendono immobili che da soli non si venderebbero. Metà di una provvigione incassata vale più del cento per cento di una che non arriva.
Sulle tue vendite, quelle che chiudi con i tuoi canali, non cambia nulla: Realux non incassa nulla sulle transazioni.
Come si divide la provvigione fra due agenti?
Lo decidono i due professionisti prima dell’introduzione, ed è l’unica regola che conta davvero. Le divisioni che si usano in Italia sopra il milione sono tre: metà per ciascuno sulla provvigione lato in cui si è entrati, uno storno fisso riconosciuto da chi ha l’incarico a chi porta l’acquirente, oppure ognuno incassa dalla propria parte e non si divide nulla.
Quello che genera contenziosi non è la percentuale: è averla concordata a voce, dopo che le parti si sono già parlate.
Come si fa
- Prima del contatto: si scrive chi rappresenta chi, quanto incassa ciascuno e su quale base si calcola.
- Si dichiara se il cliente paga una sola provvigione o due, e a chi.
- Si mette la clausola di anti-aggiramento: protegge il lavoro, non l’informazione.
- Si stabilisce cosa succede se la trattativa passa da un terzo (segnalatore, fondo, casa madre).
- Si firma. Una pagina basta; una telefonata no.
Rischi e limiti
- L’agenzia controparte che pretende la provvigione da entrambe le parti, e il cliente che si trova a pagare due volte.
- La catena di intermediari in cui nessuno sa chi ha il mandato: si chiarisce all’inizio o non si parte.
- L’accordo verbale fra colleghi che si conoscono: regge finché il deal è piccolo.
Sulla piattaforma le condizioni di collaborazione si dichiarano quando carichi l’immobile o l’acquirente, quindi chi riceve l’abbinamento le conosce prima di dire sì.
Chi parla con il cliente dell’altro agente?
Ognuno parla con il proprio. Chi ha l’incarico gestisce il venditore, chi ha l’acquirente gestisce l’acquirente. Realux non entra nella negoziazione.
E se la controparte non vuole collaborare?
Non arriva all’introduzione. Prima di mettere in contatto due professionisti, entrambi conoscono le condizioni economiche e operative dell’altro: chi non è disponibile a quelle condizioni non si trova davanti un abbinamento da gestire.
Il cliente rischia di pagare due volte?
No. La provvigione che il cliente paga è quella del suo agente, e la divisione fra i due professionisti avviene dentro quella cifra. Se qualcuno imposta l’operazione diversamente, deve dirlo prima: è parte delle condizioni che si dichiarano all’inizio.
E quando ci sono segnalatori, fondi o family office nella catena?
Referral fee, storni e accordi economici si definiscono caso per caso, prima di avviare. Quando nella catena c’è un committente che non riconosce provvigioni di mediazione, va saputo all’inizio e non alla fine.
Cosa succede se la trattativa salta?
Si continua sulle altre opportunità compatibili. Una trattativa che non va a buon fine non fa maturare nulla per nessuno, e la scheda torna disponibile per altri abbinamenti.
Realux entra nella trattativa?
No. Una volta aperti i contatti, la trattativa prosegue direttamente fra gli agenti. Restiamo il posto dove l’abbinamento è nato e dove sono registrate le condizioni, e interveniamo solo se ci viene chiesto o se c’è una sovrapposizione da chiarire.
Caricare, modificare, brochure, archivio
Usare la piattaforma
Come si carica un immobile?
In quattro modi, a seconda di come hai i dati. A mano dalla sezione Portfolio. Caricando una scheda o un documento — PDF, Word, Excel — e lasciando che sia il sistema a compilare il modulo. Caricandone molti insieme da un foglio di calcolo. Oppure collegando il gestionale che usi già.
Prima di salvare vedi sempre un’anteprima di quello che è stato letto, così correggi quello che è stato interpretato male.
Come si inserisce un acquirente?
Dalla stessa sezione Portfolio, scegliendo acquirente invece di immobile. Le informazioni che contano di più sono budget, zona e tempi, perché sono quelle su cui il sistema cerca le compatibilità. Puoi anche descrivere la ricerca ad Aurelia, a voce o per iscritto, e lasciare che compili lei la scheda.
Devo caricare gli immobili uno per uno?
No. Un foglio di calcolo con tutti gli immobili viene letto colonna per colonna e trasformato in schede, con anteprima prima del salvataggio. Se hai un formato tuo, mandacelo e lo guardiamo.
Posso collegare il mio gestionale?
Nella maggior parte dei casi sì. La richiesta si fa dalla piattaforma, arriva al team, che verifica il gestionale e organizza il collegamento con te. Una volta attivo, i tuoi immobili arrivano senza reinserimento.
E se non ho tutti i dati di un immobile?
Salvi lo stesso. Quello che è incompleto finisce in Bozze e ti aspetta lì: lo riprendi quando hai il resto. Meglio una bozza salvata che un dato perso perché mancava un campo.
Come si modifica una scheda?
Dal Portfolio, aprendo quella che ti interessa. Le modifiche valgono da subito anche per il matching: se aggiungi la località precisa a una scheda ferma, spesso è il dato che le mancava.
Un immobile è stato venduto: cosa faccio?
Archivialo, senza cancellarlo. Sul Portfolio ogni riga ha il pulsante Archivia, e vale per gli immobili e per gli acquirenti. Ti viene chiesto il motivo — venduto da te, venduto da un’altra agenzia, incarico scaduto — e da quel momento la scheda esce dal matching, resta tua e la ritrovi quando vuoi.
Che differenza c’è fra archiviare ed eliminare?
Archiviare mette da parte e si può tornare indietro: le schede archiviate stanno nella scheda Archiviati, in alto sul Portfolio, e si rimettono in circolazione con Ripristina. Eliminare toglie la scheda per sempre.
Se la scheda fa parte di abbinamenti, te lo diciamo prima e chiediamo conferma, perché quegli abbinamenti verrebbero eliminati con lei.
La piattaforma prepara le brochure?
Sì, ed è una delle cose che gli agenti usano di più. Sulla scheda di un immobile trovi Crea brochure: il documento viene scritto sui dati e sulle fotografie che hai caricato, in italiano e in inglese. Da lì lo modifichi, scegli quali pagine tenere e quali fotografie mettere, e applichi il tuo marchio e i tuoi colori.
Il documento resta tuo: lo porti dal venditore o lo mandi all’acquirente con la tua insegna sopra.
Ci sono report da portare in appuntamento?
Sì: analisi sulla zona e sull’immobile, in italiano e in inglese, pensate per il momento in cui sei seduto davanti a un proprietario e devi dire qualcosa di più di «lo mettiamo in vendita».
Dove vedo i miei abbinamenti?
Nella sezione Match, nella barra laterale. Ci sono quelli generati per i tuoi immobili e quelli generati per i tuoi acquirenti, ognuno con le ragioni per cui il sistema li ha considerati compatibili.
Possono accedere più persone della mia agenzia?
Una licenza può coprire l’agenzia. Se ci sono più insegne o più strutture operative, si valutano formule con accessi multipli e condizioni dedicate.
A chi scrivo se qualcosa non funziona?
A info@realux.it, o ad Aurelia dalla piattaforma per le domande sul funzionamento. Per abbonamento, contratto e fatturazione il riferimento resta il team, che ha i dati precisi.
Come funziona per chi cerca casa o investe
Se stai comprando
Quanto costa il servizio per me che compro?
Niente. Se compri, paghi la provvigione all’agente che ti ha seguito, come in qualsiasi acquisto. Se non compri, non paghi nulla, e registrare cosa cerchi non ha alcun costo e non ti impegna a niente.
Come inizio?
Registrando la tua ricerca: zona, budget, tipo di immobile, tempi. Da lì si verifica cosa c’è di compatibile nella rete e ti viene mostrato solo quello. Se non c’è ancora nulla, la ricerca resta attiva e ti scriviamo quando arriva.
Serve un mandato di ricerca per far cercare casa a un agente?
Posso vedere gli immobili che avete?
Non c’è un catalogo da sfogliare, ed è esattamente il punto: gli immobili di cui parliamo non sono pubblici, e un elenco consultabile li renderebbe tali. Si parte da cosa cerchi.
Come faccio a sapere che questi immobili esistono davvero?
Sono caricati da agenti verificati, e prima che tu veda qualcosa si controlla che immobile e incarico siano reali. Per ogni proprietà che ti viene proposta sai chi la segue e a che titolo.
Ho già un agente di fiducia.
Portalo dentro. C’è una verifica, entra nella rete, e da quel momento ti mostra gli immobili di tutta la rete invece che solo i suoi. Il rapporto resta fra te e lui.
Cos’è un buyer agent, e in cosa è diverso da un agente immobiliare?
Un buyer agent lavora per chi compra e non per chi vende: non ha immobili da piazzare, ha una ricerca da soddisfare. Definisce cosa stai cercando davvero, cerca anche fuori dal pubblicato, verifica gli immobili prima che tu ci perda un viaggio, e tratta per tuo conto.
L’agente tradizionale, invece, ha l’incarico del venditore: il suo dovere è ottenere il prezzo migliore per lui. Sono due mestieri diversi, e la differenza si vede nel momento della trattativa.
Quando ha senso
- Compri in una zona che non conosci, o dall’estero.
- Cerchi qualcosa di raro, che va scovato invece che scelto da un elenco.
- Hai poco tempo e ti serve qualcuno che filtri al posto tuo.
Quando non ha senso
- Sai esattamente quale immobile vuoi e lo hai già trovato pubblicato.
- Compri in una fascia dove i margini non giustificano una struttura dedicata.
Come si fa
- Colloquio iniziale: budget reale, zona, tempi, vincoli veri e quelli negoziabili.
- Mandato di ricerca, che stabilisce durata, compenso e perimetro.
- Ricerca su tre canali: pubblicato, rete di agenti, proprietari non in vendita.
- Verifica preliminare di ogni immobile prima della visita: titoli, conformità, prezzo motivato.
- Trattativa e assistenza fino al rogito, con i professionisti che servono.
Rischi e limiti
- Il buyer agent che riceve una provvigione anche dal venditore: è un conflitto, e va dichiarato prima.
- Il mandato di ricerca firmato senza perimetro, che ti obbliga a pagare su un immobile trovato da solo.
- Rivolgersi a più buyer agent insieme: finisci per ricevere gli stessi immobili e per indebolire la tua posizione.
Gli agenti della rete che seguono gli acquirenti lavorano così, e vedono anche gli immobili riservati degli altri professionisti invece dei soli propri.
Serve un mandato di ricerca per far cercare casa a un agente?
Gli agenti non mi richiamano mai.
Perché una richiesta generica non viene presa sul serio da nessuno: sopra il milione un agente riceve decine di contatti che non si trasformano in nulla, e impara a riconoscerli. Una ricerca definita — budget, zona, tempi, e la disponibilità dichiarata — cambia completamente il modo in cui viene trattata.
Cerco da due anni e non trovo niente.
Probabilmente stai guardando immobili in annuncio, e una parte di quelli è in annuncio da tanto perché non si vende. Sopra una certa cifra i proprietari spesso non vogliono che si sappia che vendono, quindi la parte del mercato che ti interessa è proprio quella che non vedi.
Cosa vuol dire che risvegliate immobili non in vendita?
Che l’agente di quella zona conosce i proprietari e sa quali proprietà corrispondono a quello che cerchi, e va a chiedere. Molti non hanno mai messo in vendita perché nessuno gliel’ha mai proposto seriamente, con un acquirente vero dall’altra parte.
Quanto tempo passa prima che mi mostriate qualcosa?
Dipende da quanto è precisa la ricerca. Se nella rete c’è già qualcosa di compatibile lo vedi subito. Se non c’è, la ricerca resta attiva e il lavoro diventa quello di andare a cercare l’immobile dove non è in vendita, che richiede settimane o mesi.
Chi vede che sto cercando?
Solo noi e l’agente che ti segue. La tua ricerca non è pubblica e il tuo nome non circola nella rete: quello che viene confrontato sono budget, zona e caratteristiche.
Il proprietario saprà chi sono?
Non prima che tu lo voglia. Le informazioni si aprono un passo alla volta, da entrambe le parti, e il tuo nome arriva quando c’è un interesse reale su un immobile preciso.
Sono straniero: posso comprare in Italia da non residente?
Sì. Cambiano la fiscalità e alcuni passaggi documentali, non la possibilità di comprare. Serve il codice fiscale italiano, un conto per i pagamenti, e un notaio che segua l’atto: se non parli italiano, l’atto si fa con un interprete o con una procura.
Ti assegniamo un agente che parla la tua lingua, e notaio, commercialista e tecnici li abbiamo nelle zone in cui operiamo, abituati a clientela internazionale.
Ci sono agevolazioni fiscali se trasferisco la residenza in Italia?
Sì, esiste un regime dedicato a chi porta la residenza fiscale in Italia. Vale la pena valutarlo prima di comprare e non dopo, perché cambia la convenienza complessiva dell’operazione e a volte anche come conviene intestare l’immobile.
La valutazione la fa un commercialista sul tuo caso: noi ti mettiamo in contatto con chi lo fa di mestiere per clientela internazionale.
Mi servono notaio, commercialista e tecnico.
Li abbiamo nelle zone in cui operiamo, abituati a lavorare con clientela internazionale. Restano professionisti indipendenti, con il loro incarico e la loro parcella: te li presentiamo, non li sostituiamo.
Come si trovano immobili che non sono sui portali?
Per tre strade, e nessuna passa da un motore di ricerca. Gli agenti, che hanno l’incarico e non lo pubblicano: vanno contattati uno per uno, nella zona giusta e nella fascia giusta. I professionisti intorno al proprietario — notai, commercialisti, avvocati, family office, amministratori — che sanno di una vendita prima di chiunque altro. I proprietari stessi, raggiunti direttamente: si parte dalle visure catastali per risalire agli intestatari, e si costruisce il contatto.
Tutte e tre funzionano. Cambia solo quanto tempo costano: la prima richiede decine di telefonate, la seconda anni di relazioni, la terza mesi di lavoro su una zona precisa.
Le alternative
- Un buyer agent che lavori solo per te: è il modo più veloce di comprare le tre strade qui sopra già percorse.
- Le case d’asta e le procedure giudiziarie, che sono pubbliche ma poco battute da chi cerca casa.
- I portali, per la parte di mercato che è pubblicata: restano utili per capire i prezzi, meno per trovare l’occasione.
Quando ha senso
- Cerchi sopra il milione, dove una quota rilevante delle operazioni non viene mai pubblicata.
- Cerchi una cosa precisa e rara: prima linea di mare, accesso al lago, una proprietà storica con terra.
- Hai tempi lunghi e puoi aspettare che l’immobile giusto si liberi.
Quando non ha senso
- Cerchi un taglio standard in città a prezzo di mercato: lì il pubblicato è quasi tutto.
- Devi comprare entro poche settimane: il sourcing riservato non si comprime.
Rischi e limiti
- Il finto off-market: schede senza mandato che girano fra intermediari, con prezzi senza riferimento. Chiedi sempre chi ha l’incarico e da quando.
- La stessa proprietà proposta da tre persone diverse con tre prezzi diversi: succede quando nessuno ha l’esclusiva.
- Perdere viaggi su immobili che non corrispondono: si evita facendosi mandare i dati e le verifiche prima della visita.
Registrando la tua ricerca, quello che cerchi viene confrontato con gli immobili riservati di tutta la rete: se c’è qualcosa di compatibile te lo mostra un agente della zona, e il tuo nome non circola.
Cerco una villa fronte mare: come funziona?
Le proprietà in prima linea sono poche e cambiano di mano raramente, quindi quasi mai sono pubblicate: chi vende non vuole che si sappia, e chi compra viene cercato. La strada è registrare la ricerca con la fascia di costa, il budget e i vincoli veri — approdo, spiaggia privata, accesso diretto — e farla girare fra gli agenti che seguono quelle proprietà.
Le coste su cui la rete è più fitta sono Liguria e Tigullio, Costiera Amalfitana e Capri, Sardegna, Sicilia e Costa Azzurra.
E sui laghi?
Sul Lago di Como vale la stessa regola del mare: la prima linea è un mercato chiuso, e le proprietà storiche passano spesso senza mai essere annunciate. Contano dettagli che non stanno negli annunci — accesso all’acqua, darsena, esposizione, vincoli della Soprintendenza — e sono le prime cose che ti chiediamo per cercare davvero.
Cerco immobili a reddito, non una casa.
È una parte importante di quello che passa dalla rete: immobili locati, hotel e strutture ricettive, immobili commerciali, operazioni di sviluppo, terreni e aziende agricole. Per queste operazioni la riservatezza conta ancora di più, perché ci sono dipendenti, fornitori e contratti in essere.
La ricerca si imposta su rendimento atteso, orizzonte, taglio dell’investimento e tipo di gestione, più che su metri quadri e camere.
Dove conviene investire in Italia?
Dipende da cosa cerchi. Chi vuole rendimento corrente guarda il ricettivo e il commerciale nelle città d’arte e nelle località a stagione lunga. Chi vuole protezione del capitale guarda le posizioni che non si ripetono — prima linea, centri storici di pregio, laghi. Chi vuole rivalutazione guarda le zone dove sta cambiando qualcosa: un collegamento, un porto, una riqualificazione.
Diffida di chi ti dà una risposta sola senza sapere il tuo orizzonte e la tua fiscalità.
Come sta andando il mercato del lusso in Italia?
Il segmento sopra il milione si muove con logiche diverse dal resto del mercato: è meno sensibile ai tassi, più sensibile alla disponibilità di prodotto, e in molte località il numero di proprietà vendibili è piccolo e fermo. La domanda internazionale — Stati Uniti, Regno Unito, Emirati, Nord Europa — è la parte che si è mossa di più negli ultimi anni.
Numeri aggiornati per una zona precisa te li diamo in call: pubblicare una media nazionale non aiuta a decidere.
Come scelgo l’agente giusto?
Con tre domande, e le risposte si verificano. Cosa hai venduto in questa zona negli ultimi due anni, e a chi. Chi sono i miei acquirenti probabili e da dove arrivano. Cosa fai che io non possa fare da solo.
Un agente che risponde con aggettivi invece che con operazioni, prezzi e provenienze non ha ancora lavorato su quella fascia.
Come funziona per un proprietario
Se stai vendendo
Posso vendere casa senza pubblicarla online?
Sì. Un immobile può essere venduto senza comparire su Idealista, Immobiliare.it o qualunque altro portale, e senza cartelli. In una vendita immobiliare riservata l’agente presenta la proprietà a un gruppo ristretto di acquirenti già qualificati, oppure agli altri professionisti che seguono quegli acquirenti, un passo alla volta e dopo la firma di un accordo di riservatezza.
Il punto da valutare prima di scegliere questa strada è uno solo, e non è la riservatezza: è quanti acquirenti reali raggiunge davvero l’agente a cui ti affidi. Senza esposizione pubblica, la vendita vale quanto la rete di chi la gestisce.
Le alternative
- Pubblicare normalmente sui portali: massima esposizione, nessun controllo su chi vede cosa.
- Pubblicare senza fotografie riconoscibili e senza indirizzo — meno esposizione, ma l’immobile resta indicizzato.
- Vendere da privato, occupandoti tu di valutazione, documenti, filtro dei contatti e trattativa.
- Un’asta o una vendita a tempo, che funziona quando l’obiettivo è la rapidità e non il prezzo.
Come si fa
- Valutazione riservata: prezzo motivato sui comparabili della zona, senza annunci e senza incarichi.
- Documenti: visura e planimetria conformi, titoli edilizi, attestato energetico, provenienza. È la parte che fa slittare i rogiti quando manca.
- Scheda anonima: caratteristiche generali, zona, fascia di prezzo. Niente indirizzo, niente fotografie che identificano la casa.
- Selezione delle controparti: a chi la si mostra, e perché proprio a loro.
- Accordo di riservatezza firmato prima che la scheda completa esca, con clausola anti-aggiramento.
- Verifica della disponibilità economica di chi si dichiara interessato, prima della visita.
- Visite mirate, trattativa, proposta, rogito.
Rischi e limiti
- Meno persone vedono l’immobile, quindi arrivano meno offerte: con poche offerte si vende a quella che c’è invece che alla migliore.
- Senza un canale che lavori davvero, una proprietà riservata può restare ferma per anni senza che nessuno se ne accorga.
- Se l’agente non ha acquirenti per quella fascia, la riservatezza diventa una scusa per l’immobilismo.
Su Realux la tua casa viene confrontata con le ricerche attive degli acquirenti di tutta la rete: se esiste una compatibilità la vedi prima di aprire qualunque dato, e decidi tu se andare avanti.
Devo cambiare agente?
No. Puoi tenere il tuo e farlo entrare nella rete, così cerca l’acquirente anche fuori dai suoi canali. Se preferisci, ti presentiamo un agente della rete che lavora nella tua zona.
Segnalarvi il mio immobile è un incarico di vendita?
No, e non ti vincola a nessuno. L’incarico, se lo vorrai, lo firmi direttamente con l’agente, con le condizioni che concordate voi.
Chi verrà a sapere che sto vendendo?
L’agente che ti segue, e poi soltanto chi ha in mano un acquirente compatibile — dopo aver firmato un accordo di riservatezza. Nessun annuncio, nessun cartello, nessuna campagna.
Il mio immobile è già pubblicato sui portali: è un problema?
No, ma cambia le cose, ed è giusto saperlo. Un immobile che è stato a lungo in annuncio è già stato visto da una parte del mercato, e chi lo incontra di nuovo si chiede perché non si è venduto. In quei casi spesso conviene toglierlo dalla circolazione per un periodo prima di ripartire in modo riservato.
Vendendo senza pubblicare prendo di meno?
Dipende da quante controparti reali si riescono a portare. Con poche offerte si vende a quella che c’è; con più acquirenti qualificati davanti, la riservatezza non costa nulla in termini di prezzo e toglie i problemi della sovraesposizione.
È la ragione per cui la domanda giusta da fare a un agente è quanti acquirenti compatibili ha davvero, oggi, per quel tipo di immobile.
Quanto costa a me che vendo?
A Realux, nulla. Paghi la provvigione al tuo agente a operazione conclusa, secondo quello che avete concordato nell’incarico.
Cosa serve per partire?
I dati dell’immobile, una valutazione realistica del prezzo e la documentazione di base: visura, planimetria, titoli edilizi, attestato energetico. La parte documentale è quella che fa saltare i tempi quando manca, e si prepara prima di parlare con gli acquirenti.
Devo vendere una casa ereditata: cosa cambia?
Cambiano due cose. La prima è documentale: serve la successione trascritta e la situazione catastale e urbanistica allineata, altrimenti il rogito si blocca. La seconda è che spesso i proprietari sono più d’uno, con idee diverse: la vendita parte davvero quando gli eredi si sono accordati su prezzo minimo e tempi, e conviene metterlo per iscritto prima di ricevere offerte.
Sulla riservatezza queste vendite sono il caso tipico: nessuno vuole che la notizia giri mentre la famiglia sta ancora decidendo.
Devo vendere in fretta: l’off-market rallenta?
Dipende da dove sta la lentezza. Se il problema è trovare la controparte, portare l’immobile a chi lo sta già cercando è la strada più rapida che esista: si salta la fase in cui si raccolgono richieste generiche. Se invece il problema è il prezzo, nessun canale lo risolve.
La parte che fa perdere davvero settimane è quasi sempre la documentazione: prepararla prima accorcia più di qualunque strategia di vendita.
La mia casa è online da mesi e non si vende: cosa faccio?
Un immobile che resta in annuncio a lungo perde forza anche quando il prezzo è giusto: chi lo incontra di nuovo si chiede cosa ci sia che non va, e i giorni di permanenza sul mercato diventano parte della sua storia. È la svalutazione da invenduto, e non si risolve abbassando il prezzo un’altra volta.
Le cause sono sempre e solo tre: prezzo fuori mercato, presentazione sbagliata, acquirente cercato nel posto sbagliato. Prima di ripartire va capito quale delle tre.
Come si fa
- Ritirare l’immobile dai portali e lasciarlo fermo per qualche settimana — la maggior parte dei mandati lo consente, va verificato il testo dell’incarico.
- Rifare la valutazione sui comparabili degli ultimi dodici mesi, non su quella di partenza.
- Rifare fotografie e documentazione: è la parte che i proprietari sottovalutano di più.
- Cambiare canale: proporlo in modo riservato agli acquirenti che stanno già cercando quella cosa, invece di rimetterlo in vetrina.
- Ripartire con un prezzo motivato, non con uno sconto.
Rischi e limiti
- Rimettere online lo stesso annuncio con il prezzo ritoccato: il mercato lo riconosce e lo sconta ancora.
- Aggiungere agenzie una dopo l’altra: cinque insegne con lo stesso immobile a prezzi diversi comunicano che nessuno lo controlla.
È uno dei casi in cui la rete funziona meglio: l’immobile esce dalla circolazione pubblica e viene confrontato con chi lo sta cercando davvero, senza ricominciare da un annuncio.
Posso far valutare la casa senza che si sappia che vendo?
Sì, ed è il primo passo che consigliamo. Una valutazione riservata si fa sui dati — compravendite comparabili nella zona, caratteristiche della proprietà, tempi di assorbimento — e non richiede né annunci né incarichi.
Da lì puoi anche fermarti: sapere quanto vale e chi la comprerebbe non ti obbliga a vendere.
Posso sapere se esiste già un acquirente per la mia proprietà senza metterla in vendita?
Sì, ed è il modo meno impegnativo di iniziare. Un market test riservato confronta le caratteristiche della proprietà con le ricerche attive degli acquirenti seguiti dagli agenti: la casa non viene pubblicata, il tuo nome non circola, e nessuno ti contatta finché non lo decidi tu.
Va distinto dalla valutazione: la valutazione dice quanto vale secondo i comparabili, il market test dice se a quel valore c’è qualcuno, oggi.
Come si fa
- Descrizione tecnica della proprietà: zona, superficie, caratteristiche. Senza indirizzo e senza fotografie identificative.
- Confronto con le ricerche attive e conteggio delle compatibilità.
- Se ne esistono, ti viene detto quante e di che tipo, non chi sono.
- Decidi tu se aprire i dati verso una di quelle richieste, oppure fermarti qui.
Rischi e limiti
- Un market test non è un’offerta: una compatibilità dice che esiste un interesse teorico, non che qualcuno comprerà a quella cifra.
- Se non emerge nulla, l’informazione è comunque utile: a quel prezzo, oggi, la domanda non c’è.
Ricevere una proposta non ti obbliga a vendere: finché non firmi un incarico e non accetti una proposta, non hai preso nessun impegno.
La mia casa è accatastata A/1: cosa comporta?
Le categorie A/1 abitazioni signorili, A/8 ville e A/9 castelli e palazzi storici sono escluse dalle agevolazioni prima casa e restano soggette all’IMU anche quando sono abitazione principale. È un dato che l’acquirente guarda subito, perché cambia le imposte di acquisto e quelle annuali.
Va verificato sulla visura prima di fissare il prezzo, e confermato dal notaio nel caso concreto.
Posso vendere a un acquirente straniero?
Sì, ed è una parte rilevante delle operazioni sopra il milione. Serve che l’acquirente abbia codice fiscale italiano e un conto da cui tracciare i pagamenti; se non parla italiano, l’atto si fa con un interprete o con una traduzione giurata, oppure tramite procura.
La parte che conviene preparare prima è la documentazione tradotta e la verifica della provenienza dei fondi: un acquirente estero serio se l’aspetta, e accorcia i tempi.
Posso vendere da solo, senza agente?
Legalmente sì. Quello che ti resta da fare è tutto il lavoro che fa l’agente: valutare, preparare i documenti, filtrare chi chiama, verificare che chi si presenta possa davvero comprare, trattare e portare al rogito. Sopra il milione il punto critico è il filtro: la maggior parte dei contatti non è in grado di acquistare, e senza una verifica si perdono mesi.
A chi mi rivolgo per vendere una proprietà di pregio?
A un agente che lavori abitualmente su quella fascia nella tua zona, e che possa dimostrarlo con operazioni chiuse. Se ne hai già uno di fiducia, può entrare nella rete e cercare l’acquirente anche fuori dai suoi canali; se non ce l’hai, te ne presentiamo uno che lavora dove sei.
Cosa guardo nell’incarico di vendita prima di firmare?
Cinque righe. La durata e cosa succede alla scadenza. Se è in esclusiva e per quanto. La provvigione, in percentuale e con l’IVA dichiarata, e il momento in cui è dovuta — alla proposta accettata, non al rogito, nella maggior parte dei moduli. Cosa l’agente si impegna a fare, scritto. E se può pubblicare l’immobile o no, che è la clausola che riguarda la tua riservatezza.
Chi incontra per primo chi sta per comprare o vendere
Notai, avvocati, consulenti
Cosa devo fare, esattamente?
Quando un tuo cliente ti dice che vuole vendere o comprare, ci mandi una mail mettendolo in copia: «vi presento il signor X, sta cercando una villa in zona Y». Fine.
Da lì in poi se ne occupa l’agente della zona. Ti aggiorniamo a ogni passaggio, e non hai nulla da gestire.
Posso segnalare un immobile senza essere un agente immobiliare?
Devo seguire la pratica?
No. Il tempo richiesto è quello di scrivere una mail. Se vuoi restare informato lo sei, ma la trattativa non è tua e la responsabilità non è tua.
Quanto guadagno?
Il 25% della provvigione dell’agente su ogni vendita conclusa grazie alla tua segnalazione — il 25% di quello che incassa l’agente, non del prezzo dell’immobile. E 1.000 € per ogni agente immobiliare che ci presenti e che entra nella rete.
Quando viene pagato?
A vendita conclusa, quando l’agente incassa. Prima non c’è nulla da liquidare, per nessuno.
Devo firmare qualcosa?
Un accordo di segnalazione, una pagina, che stabilisce cosa ti spetta e quando. Serve a te più che a noi: è il documento che rende la tua segnalazione esigibile.
Posso segnalare un immobile senza essere un agente immobiliare?
Devo avere partita IVA?
Non necessariamente. Dipende da quante segnalazioni fai e da quanto maturi nell’anno: sotto una certa soglia si può gestire come prestazione occasionale. È una delle cose che chiariamo prima, non dopo.
Sono notaio: ci sono problemi deontologici?
È una valutazione che spetta a te e al tuo ordine. Esiste anche una forma di collaborazione che non prevede alcun compenso da segnalazione: ti mandiamo clienti internazionali che hanno bisogno di atti e pratiche, e il rapporto resta professionale.
Sono avvocato o commercialista.
Vale la stessa cosa. Molti scelgono la collaborazione sui clienti invece del compenso da segnalazione, e funziona bene: la clientela internazionale che seguiamo ha bisogno di assistenza legale e fiscale in Italia.
Sono consulente finanziario o wealth manager.
È il profilo per cui questa cosa funziona meglio. I tuoi clienti ti chiedono già consigli sull’immobiliare, e oggi probabilmente non hai una risposta operativa da dare. Poterne dare una ti rende più utile a loro.
Sono architetto o progettista.
Sei spesso il primo a sapere che qualcuno vuole vendere, comprare o ristrutturare per rivendere. È il momento in cui una segnalazione vale di più, perché arriva prima che il cliente inizi a guardarsi intorno.
Come faccio a sapere che verrò pagato?
La segnalazione viene registrata con data e nome, ricevi conferma entro ventiquattro ore, e ha uno stato visibile: ricevuta, assegnata all’agente, in trattativa, conclusa.
E se la vendita si chiude fra due anni?
La segnalazione resta valida. È registrata con la tua data, e il diritto non scade perché il cliente ci ha messo tempo a decidere.
E se il cliente ci ricontatta da solo, senza passare da me?
È tracciato dalla prima segnalazione. Se il nome è arrivato da te, resta tuo.
Si guadagna reclutando altre persone?
No. Si guadagna quando si vende un immobile. Non c’è nessuna struttura a livelli e nessun compenso legato al numero di persone che porti.
Il mio cliente deve pagare qualcosa?
No. Chi vende e chi compra non paga nulla a Realux: paga la provvigione al proprio agente solo a operazione conclusa, come in qualsiasi compravendita.
Che differenza c’è fra mediatore, procacciatore d’affari e segnalatore?
Il mediatore mette in relazione due parti restando indipendente da entrambe: è un’attività regolata dalla legge 39/1989, richiede l’iscrizione presso la Camera di Commercio, e dà diritto alla provvigione da entrambe le parti ai sensi dell’articolo 1755 del codice civile.
Il procacciatore d’affari lavora su incarico di una parte sola e le porta occasioni: è una figura atipica, senza iscrizione, e il compenso lo paga chi gli ha dato l’incarico. Il segnalatore fa un passo in meno: presenta un nominativo e si ferma lì.
Chi svolge attività di mediazione senza i requisiti non ha diritto ad alcuna provvigione e rischia una sanzione: è il motivo per cui il confine si rispetta invece di aggirarlo.
Quando ha senso
- Presenti un tuo cliente a un agente e ti fermi lì: è segnalazione, e puoi essere compensato.
- Hai un incarico scritto da una parte sola e le porti occasioni: è procacciamento.
Quando non ha senso
- Tratti il prezzo, porti le proposte, organizzi le visite, segui i documenti: quella è mediazione, e serve l’iscrizione.
- Ti presenti come indipendente a entrambe le parti e chiedi a tutte e due: stessa cosa.
Come si fa
- Accordo scritto di una pagina: chi segnala, chi riceve, come si identifica la segnalazione, quando matura il compenso.
- Compenso legato alla conclusione e all’incasso dell’operazione, non alla presentazione.
- Inquadramento fiscale: ricevuta per prestazione occasionale con ritenuta del 20%, partita IVA quando l’attività diventa abituale.
- Verifica dei vincoli della tua professione o del tuo contratto di lavoro, prima di incassare.
L’accordo di segnalazione di Realux è scritto esattamente su questo confine, e prevede il 25% della provvigione dell’agente a operazione conclusa.
Posso segnalare un immobile senza essere un agente immobiliare?
Fino a dove posso arrivare senza essere mediatore?
Puoi presentare una persona a un professionista: dire a un tuo cliente che esiste un agente serio per quello che gli serve, e mandare una mail mettendolo in copia. Quella è una segnalazione.
Diventa mediazione quando entri nella trattativa: quando tratti il prezzo, porti le proposte, organizzi le visite, gestisci i documenti dell’operazione. Il confine non è il compenso, è l’attività.
Posso segnalare un immobile senza essere un agente immobiliare?
Cosa deve contenere un accordo di segnalazione?
Cinque cose: chi segnala e chi riceve, come si identifica la segnalazione (nome del cliente e data, così è tracciabile), quando matura il compenso — a operazione conclusa e incassata — come si calcola, e per quanto tempo resta valida la segnalazione se l’operazione si chiude più avanti.
Aggiungerei sempre la riservatezza sui dati del cliente e il fatto che il segnalatore non svolge attività di mediazione: è la riga che tiene l’accordo dalla parte giusta del confine.
Come si fattura una segnalazione se non ho partita IVA?
Con una ricevuta per prestazione occasionale, con ritenuta d’acconto del 20% trattenuta da chi paga. Superati i 5.000 € di compensi occasionali nell’anno scattano i contributi alla gestione separata INPS, e se l’attività diventa abituale la partita IVA serve.
È una sintesi, non una consulenza: la posizione precisa la conferma il tuo commercialista, che sa anche se la tua professione ha vincoli in più.
Quando la segnalazione smette di essere occasionale?
Quando diventa continuativa e organizzata: più segnalazioni all’anno, in modo stabile, come parte di quello che fai. A quel punto si passa alla partita IVA, e il rapporto si inquadra come procacciamento d’affari continuativo.
Chi fa una o due segnalazioni l’anno resta nell’occasionale. È una delle prime cose che chiariamo, perché conviene saperlo prima di incassare, non dopo.
Ho un lavoro dipendente o un ordine professionale: posso comunque segnalare?
Dipende dal tuo contratto e dal tuo ordine, e va verificato prima. Per i dipendenti pubblici ci sono vincoli sugli incarichi extra; per notai, avvocati e commercialisti la valutazione spetta all’ordine di appartenenza.
Per questo esiste anche la forma di collaborazione senza compenso da segnalazione: ti mandiamo clienti internazionali che hanno bisogno di atti, assistenza legale e fiscale, e il rapporto resta professionale.
Soglie, tipologie, esclusive
Quali immobili
Che tipo di immobili accettate?
Sopra il milione di euro, e non solo residenziale: ville, hotel, tenute, monasteri, strutture ricettive, immobili a reddito, operazioni di sviluppo, terreni, aziende agricole e asset vitivinicoli.
E sotto il milione?
Solo se l’immobile ha caratteristiche fuori dall’ordinario — una posizione irripetibile, un vincolo storico, una destinazione particolare. La soglia esiste perché sotto una certa cifra il canale che funziona è un altro, e il portale fa meglio il suo lavoro.
Lavorate sul non residenziale?
Sì: commerciale, ricettivo, immobili a reddito, sviluppi, terreni, aziende agricole. Sono operazioni in cui la riservatezza conta spesso più che nel residenziale, perché di mezzo ci sono dipendenti, fornitori e contratti in essere.
Gestite anche locazioni?
Il perimetro è la compravendita. Una locazione di pregio può passare dalla rete come collaborazione fra due agenti, ma non è quello per cui la piattaforma è costruita.
Posso caricare immobili fuori dall’Italia?
Sì. La disponibilità oggi è prevalentemente italiana, con la Costa Azzurra come area estera più attiva; gli acquirenti invece arrivano da molti paesi. Un immobile fuori Italia viene confrontato con le richieste esattamente come gli altri.
Posso caricare immobili che non ho in esclusiva?
Sì. Gli immobili in esclusiva funzionano meglio, perché puoi controllare prezzo e informazioni e rispondere di quello che dici; senza esclusiva il rischio è che la stessa proprietà arrivi alla controparte da tre strade diverse con tre prezzi diversi.
Un immobile già pubblicato può entrare?
Sì, e chiediamo di dichiararlo: sapere quanta esposizione ha già avuto serve a chi lo riceve, e serve a noi per non far circolare come riservato qualcosa che riservato non è.
Quante schede posso caricare?
Non c’è un tetto al portafoglio. Quello che conta è che le schede siano vere e aggiornate: un portafoglio grande e fermo genera meno di uno piccolo e curato.
Dove lavora la rete, e con quali acquirenti
Zone e mercati
In quali zone d’Italia siete più presenti?
Liguria — Portofino, Santa Margherita, Paraggi, il Tigullio — Lago di Como, Milano, Roma, Toscana con Forte dei Marmi, Versilia e le campagne senesi, Sardegna con la Costa Smeralda, Costiera Amalfitana con Capri e Ischia, e Sicilia.
Sono le aree dove la rete è più fitta. Un immobile fuori da questo elenco viene confrontato con le richieste esattamente come gli altri.
Lavorate anche fuori dall’Italia?
L’area estera più attiva è la Costa Azzurra, da Mentone a Saint-Tropez, con Cannes, Antibes e Cap Ferrat. È un mercato che condivide gli stessi acquirenti della Liguria e della Toscana, e spesso la stessa persona guarda tutte e due le sponde.
Da dove arrivano gli acquirenti?
Da agenzie della rete, family office, consulenti finanziari, studi legali, wealth manager e investitori privati. Per nazionalità: Stati Uniti, Emirati Arabi, Regno Unito, Francia, Spagna, Portogallo, Svizzera e Germania, oltre agli italiani.
Ogni profilo arriva con budget, zona e tempi dichiarati, e con l’agente che lo segue.
Cosa cercano gli acquirenti internazionali in Italia?
Tre cose ricorrenti. Case sul mare con accesso privato o vista aperta — Liguria, Costiera, Sardegna, Capri. Proprietà storiche con terra intorno, in Toscana e in Umbria, spesso con una destinazione produttiva: olivi, vigne, ricettivo. E appartamenti di pregio in centro a Milano e a Roma, comprati anche come posizione fiscale oltre che come casa.
La mia zona è già coperta da un altro agente?
Non diciamo i nomi degli agenti di una zona, come non diremmo a loro il tuo. Diciamo quante posizioni sono aperte e se la priorità di zona è già assegnata: sono le due informazioni che servono a decidere.
Quanto costa comprare, cosa serve, cosa cambia per chi non è residente
Imposte, documenti, stranieri
Quante tasse si pagano comprando casa in Italia?
Comprando da un privato si paga l’imposta di registro: il 2% se ricorrono i requisiti prima casa, il 9% negli altri casi, calcolata sulla rendita catastale rivalutata quando si applica il meccanismo del prezzo-valore, con un minimo di 1.000 €, più le imposte ipotecaria e catastale in misura fissa.
Comprando da un’impresa che vende con IVA cambia tutto: l’IVA si calcola sul prezzo, e registro, ipotecaria e catastale sono in misura fissa. Le categorie A/1, A/8 e A/9 restano fuori dalle agevolazioni prima casa. I conti sul caso concreto li fa il notaio prima del rogito.
Chi paga l’IMU, e quanto?
L’IMU è dovuta sulle seconde case e su tutti gli immobili che non sono abitazione principale, anche se il proprietario vive all’estero. L’abitazione principale ne è esente salvo che sia accatastata A/1, A/8 o A/9, che pagano comunque.
L’aliquota la decide il Comune entro i limiti di legge, quindi cambia da località a località: per una stima attendibile serve il Comune preciso e la rendita catastale dell’immobile.
Si paga qualcosa vendendo?
Se rivendi entro cinque anni dall’acquisto, la differenza fra prezzo di vendita e prezzo di acquisto è tassata come plusvalenza, con la possibilità di chiedere al notaio l’imposta sostitutiva. Non è tassata se l’immobile è stato abitazione principale per la maggior parte del periodo, né se è arrivato per successione.
Oltre i cinque anni, per le persone fisiche, la plusvalenza non è imponibile.
Cosa serve a uno straniero per comprare in Italia?
Il codice fiscale italiano, un documento valido e un conto da cui tracciare i pagamenti. Per i cittadini extra UE vale la condizione di reciprocità, che il notaio verifica; per i cittadini UE non ci sono limitazioni.
Se non parli italiano, l’atto si firma con un interprete e una traduzione, oppure con una procura a una persona di fiducia. È prassi normale: i notai delle zone in cui operiamo lo fanno tutte le settimane.
Esiste un regime fiscale agevolato per chi trasferisce la residenza in Italia?
Sì: chi porta la residenza fiscale in Italia dopo un periodo di residenza estera può optare per un’imposta sostitutiva forfettaria sui redditi prodotti all’estero, prevista dall’articolo 24-bis del TUIR, estendibile ai familiari, per un numero massimo di anni.
L’importo forfettario è stato modificato negli ultimi anni, quindi la cifra va verificata per l’anno in corso con un commercialista. Vale la pena valutarlo prima di comprare: incide sulla convenienza dell’operazione e a volte anche su come conviene intestare l’immobile.
Quali documenti servono per vendere?
Atto di provenienza, visura e planimetria catastale aggiornate e conformi allo stato dei luoghi, titoli edilizi e eventuali sanatorie, attestato di prestazione energetica, e per i condomìni la dichiarazione sulle spese. Per gli immobili vincolati serve verificare la prelazione della Soprintendenza.
È la parte che fa slittare i rogiti quando manca. Prepararla prima di cercare l’acquirente è l’unico modo per non perdere settimane nel momento peggiore.
Gli atti vanno tradotti per un acquirente straniero?
L’atto notarile in Italia si redige in italiano. Se una parte non conosce la lingua, si procede con un interprete e, quando serve, con una traduzione giurata dell’atto allegata al rogito.
Le brochure e la documentazione dell’immobile è utile averle in inglese da subito: la piattaforma le produce in italiano e in inglese quando carichi la scheda.
Chi sceglie il notaio, e cosa verifica?
Lo sceglie chi compra, ed è una prassi consolidata perché è la parte che sopporta i costi dell’atto. Il notaio verifica la titolarità, l’assenza di ipoteche e trascrizioni pregiudizievoli, la conformità catastale, la provenienza dei fondi ai fini antiriciclaggio e, per gli acquirenti esteri, i requisiti di legge.
Nelle zone in cui operiamo lavoriamo con notai abituati a clientela internazionale: te li presentiamo, restano professionisti indipendenti con la loro parcella.
Cosa fa la macchina, cosa continua a fare una persona
Tecnologia e intelligenza artificiale
Cosa fa l’intelligenza artificiale e cosa fa una persona?
La tecnologia incrocia domanda e offerta, legge i documenti che carichi e ne ricava le schede, prepara le brochure multilingua, produce i report e le analisi.
Le persone decidono: ogni abbinamento viene validato a mano prima di essere mostrato, e nessun contatto si apre senza approvazione.
L’intelligenza artificiale parla con i miei clienti?
No. Aurelia parla con te dentro la piattaforma. Il rapporto con i tuoi clienti resta tuo, ed è la parte che non ha senso automatizzare in un mercato che funziona sulla fiducia.
E se l’intelligenza artificiale sbaglia?
Può succedere, e Aurelia lo dice all’inizio di ogni conversazione. Le cose che contano — una condizione contrattuale, un dato di un immobile, una cifra — vanno verificate, e il team risponde su tutto quello che riguarda contratto, abbonamento e dati del tuo account.
Un algoritmo può funzionare in un mercato di relazioni?
L’algoritmo serve a filtrare e a far emergere compatibilità che a mano non si vedono, perché sono in un’altra regione o in un altro paese. La relazione resta il lavoro dell’agente: il sistema gli fa risparmiare le ore che oggi spende a cercare una controparte che forse non esiste.
Come sono protetti gli accessi?
Gli accessi sono nominativi, i dati sono ospitati su server nell’Unione Europea, e le sezioni riservate sono protette lato server: quello che un utente non può vedere non gli viene semplicemente nascosto nell’interfaccia, non gli viene proprio consegnato.
Portali, MLS, grandi marchi, altre reti
Realux a confronto
Perché dovrei pagare questo invece dei portali?
Sono due spese che fanno cose diverse. Un portale compra visibilità verso chiunque, e serve per gli immobili che si vendono facendosi trovare. Qui si compra accesso a domanda già qualificata, per gli immobili che non possono essere pubblicati o che pubblicati non si sono venduti.
Chi lavora sopra il milione di solito tiene tutte e due le cose, con pesi diversi.
Che differenza c’è con un MLS?
In un MLS le schede sono visibili agli aderenti. Qui nessuno vede il portafoglio di nessun altro, e la condivisione avviene solo su un abbinamento verificato, dopo una firma. È la condizione per poterci mettere dentro gli immobili che un proprietario non vuole in circolazione.
Siete una di quelle reti a livelli?
No. Non si guadagna portando persone: si guadagna quando si vende un immobile. Non c’è nessuna struttura piramidale e nessun compenso legato al numero di iscritti che porti.
Siete in competizione con i grandi marchi internazionali?
No. Un grande marchio è un’agenzia con la sua insegna, i suoi incarichi e i suoi clienti. Realux è un’infrastruttura che permette a professionisti già qualificati — anche di marchi diversi — di collaborare su una singola operazione senza cedersi clienti.
Ho già una rete mia e altri strumenti.
I partner migliori hanno tutti una rete forte, ed è il motivo per cui funzionano. Quello che una rete personale non copre è la controparte che sta fuori dal proprio giro: sopra il milione l’acquirente giusto è spesso in un’altra regione o in un altro paese, e non c’è relazione che lo raggiunga.
Siete troppo giovani per fidarsi.
È una posizione ragionevole, e l’unica risposta seria è guardare il caso concreto: cosa c’è nella rete per la tua zona, che tipo di controparti circolano, come si costruisce un abbinamento e su quali ragioni. Da lì si capisce più che da una percentuale in una pagina.
Le pagine che spiegano il metodo
Le domande qui sopra rispondono; queste pagine entrano nel dettaglio di come si fa, con i nomi dei documenti e i passaggi nell’ordine in cui vanno fatti.
- Come vendere un immobile senza pubblicarlo?
- Chi è il procacciatore d’affari immobiliare?
- Come si sceglie un agente immobiliare affidabile?
- Come si compra casa in Italia da stranieri?
- Come si trovano gli immobili off-market sul Lago di Como?
- Come si trovano gli immobili off-market in Liguria?
- Come si trovano gli immobili off-market in Toscana?
- Come si trovano gli immobili off-market in Sardegna?
- Come si trovano gli immobili off-market a Milano?
- Come si trovano gli immobili off-market a Roma?
- Come si trovano gli immobili off-market in Costa Azzurra?
- Posso segnalare un immobile senza essere un agente immobiliare?
- Quanto si prende per una segnalazione immobiliare?
- Quando si firma un NDA immobiliare perché serva a qualcosa?
- Perché chiedono la prova dei fondi, e cosa si manda?
- Come si divide la provvigione fra due agenti?
- Serve un mandato di ricerca per far cercare casa a un agente?
- Conviene vendere off-market o pubblicare?
- Gli immobili off-market costano meno?
- Come si trovano gli immobili off-market in Italia?
- Come funziona Realux?
- Cosa significa off-market nel settore immobiliare?
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